scritture…..

13 Giugno 2008 1 commento

     

nulla, paul.
vorrei sapere se stai bene.
stanotte (fino a mattina, con più riprese) ti ho sognato in un sogno molto articolato, accurato, dettagliato, romanzato, con la tua famiglia, tua moglie, i tuoi figli (ne avevi tre e due di loro maschi, ma più piccoli dei tuoi effettivi), la tua casa (che se solo avessi tempo e voglia questa casa potrebbe diventare un nuovo modello dell’abitare collettivo, davvero magnifica), e poi tutta una fine del sogno in cui parlavo con qualcuno dei denti e delle memorie in essi contenute, e che possono essere usati (e lo erano in passato) per impianti (credo proprio impianti idraulici).
insomma sono un po’ stranita stamattina (a parte dirigere operai, che quella è una cosa che c’ho nel dna).
mi colpisce molto il sogno, che poi ci fosse tutto questo capitolo sui denti, che in questo periodo si fanno risentire dopo infinita latenza denti e noduli al seno sinistro che sono due cose che hanno a che fare con i miei quindici anni, tu pure c’hai a che fare con i miei quindici anni, e in questi giorni sento che vorrei parlarti, che avrei molte cose da dirti, proprio da raccontarti, da sgomitolare davanti a te, e ho pure pensato di scriverti una lettera (che magari non ci vediamo più, non ci sarà un’altra occasione per parlare a quattr’occhi) e io ci sono delle cose che sento di ‘doverti’ dire, come delle risposte a delle domande che sono rimaste sospese nell’aria, risposte che magari non sono state possibili subito,allora, e c’è voluta una vita intera per averle, e….
nel sogno ad un certo punto (eri un manager come sei e una vita borghese ma avevi una coda di cavallo fatta con un ciuffo di capelli lasciati crescere lunghissimi) tu ti stendevi accanto a me alle mie spalle (che ero sdraiata su un divano della tua casa) e mi dicevi ironicamente ma neppure tanto ‘famolo strano’.
e io, che ti davo le spalle, sorridevo pensando che era stato sempre così tra noi, che io avevo sempre delle cose da dirti (come adesso) e a te non importava un granchè d’ascoltarmi, avevi una priorità ‘fisiologica’(?) e la frustrazione (immagino)reciproca, e….

poi questa notte, tornando a casa da campagna, sotto la pioggia battente, ho investito un cane (credo fosse un cane).
ho fatto di tutto per scansarlo, ho frenato, l’ho preso assai largo, ma lui sembrava tramortito da quella pioggia battente e a me non era mai successo di prendere alcunchè con la macchina, cioè forse un piccione una volta.

è una cosa che mi turba stamattina, come l’ombra lunga del sogno, che si stende a coprire anche la luce del giorno. e questa cosa dei denti. e delle memorie. e di questo continuum spazio-tempo.

ecco, è tutto qui.
spero che tu stia bene, nient’altro.

e poi mi sento scema a scriverti cose così, a te che rispondi con cose stringate e all’osso, commerciali, austere. ma tant’è. sentirsi scemi per una persona ‘intelligente’ è anch’esso un modo di osare.

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